Una nuova specie di tripide, il Thrips setosus, noto anche come tripide giapponese dei fiori, sta emergendo come una minaccia significativa per le colture orto-florovivaistiche in Europa. Originario dell’Asia orientale (Giappone e Corea), questo insetto invasivo è stato segnalato per la prima volta nel continente nel 2014 nei Paesi Bassi su coltivazioni di ortensia (Hydrangea) [1]. Da allora, la sua presenza si è estesa rapidamente, causando preoccupazione tra i produttori. Questo articolo fornisce un’analisi approfondita del Thrips setosus, delineando le strategie di identificazione, il ciclo biologico, la vasta gamma di danni che provoca e, soprattutto, le più efficaci strategie di gestione integrata per proteggere le produzioni.
Identificazione e Diffusione Thrips setosus
Il Thrips setosus è un piccolo insetto di circa 1,3 mm di lunghezza, di colore marrone scuro. Una caratteristica distintiva è la colorazione delle ali, che presentano un quarto basale pallido in netto contrasto con il resto del corpo e delle ali. Le larve e i maschi adulti, invece, sono di colore giallastro o bianco-crema [2]. Sebbene il suo nome comune faccia riferimento ai fiori, questo tripide è prevalentemente un fitofago che si nutre delle foglie.
Originario di Giappone e Corea, il tripide giapponese dei fiori è stato identificato per la prima volta in Europa nei Paesi Bassi nel 2014. La sua presenza è stata successivamente confermata in diversi altri paesi europei, tra cui Belgio, Croazia, Francia, Germania e Regno Unito (dove è stato rilevato per la prima volta su Poinsettia nel 2016) [3]. La sua rapida diffusione è motivo di allerta per il settore, anche se al momento non è ancora classificato come organismo da quarantena in tutti i paesi.
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Nome Scientifico | Thrips setosus |
| Nome Comune | Tripide giapponese dei fiori |
| Origine | Asia orientale (Giappone, Corea) |
| Morfologia Adulto | Corpo marrone scuro, 1,3 mm, ali con base chiara |
| Morfologia Larve/Maschi | Colore giallastro o bianco-crema |
| Habitat in Europa | Colture protette (principalmente Hydrangea e ornamentali) |
Ciclo Biologico e Danni
Ciclo Vitale Dettagliato
Il ciclo vitale del tripide giapponese dei fiori si completa in sei stadi: uovo, due stadi larvali, prepupa, pupa e adulto. Le uova vengono deposte all’interno dei tessuti vegetali [2]. L’impupamento avviene nel terreno o nel substrato di coltivazione. A una temperatura di 25°C, il ciclo da uovo ad adulto può compiersi in soli 13-15 giorni, a seconda della pianta ospite, permettendo una rapida successione di generazioni durante la stagione di crescita. Le femmine adulte superano l’inverno in uno stato di diapausa riproduttiva [2]. Le larve sono mobili e attivamente nutrenti.
Thrips Setosus: Danni e Piante Ospiti
I danni alle colture sono causati dalla peculiare modalità di alimentazione di questi insetti, che perforano le cellule dei tessuti superficiali delle piante per succhiarne il contenuto. Questo provoca la morte del tessuto circostante. Sebbene sia noto come “tripide dei fiori”, il T. setosus è prevalentemente un fitofago che si nutre delle foglie [1].
Il tripide giapponese ha una vasta gamma di piante ospiti, che include:
- Ornamentali: Hydrangea, Dianthus, Chrysanthemum, Dahlia, Cyclamen, Gerbera, Poinsettia, Rose, Saintpaulia, Begonia, Hosta e molte altre [3].
- Colture Orticole: Pomodoro, Peperone, Melanzana, Fagiolo, Cetriolo, Lattuga, Fragola e varie erbe aromatiche [3].
- Infestanti: Diverse erbe infestanti come Hogweed, Nettle e Red deadnettle possono fungere da serbatoio per il parassita [3].
I sintomi del danno includono:
- Decolorazioni fogliari: compaiono caratteristiche striature e macchie grigio-argentee o pallide sulle foglie, simili a quelle causate da altri tripidi come Frankliniella occidentalis [3].
- Puntini fecali neri: La presenza di piccoli puntini neri di escrementi sulla superficie fogliare è un sintomo comune e spesso distintivo del T. setosus [3].
- Riduzione del vigore: La perdita di clorofilla e la ridotta capacità fotosintetica indeboliscono la pianta.
- Avvizzimento: In caso di forti infestazioni, le foglie possono accartocciarsi e seccare.
Vettore di Virus
Oltre al danno diretto, il Thrips setosus rappresenta una minaccia anche come vettore di fitovirus. È stato infatti dimostrato che può trasmettere il Tomato Spotted Wilt Virus (TSWV) in Giappone [4]. Il TSWV è un virus che causa l’avvizzimento maculato del pomodoro e può colpire un’ampia gamma di specie vegetali, con gravi conseguenze economiche. I sintomi del TSWV variano a seconda della pianta ospite, ma includono comunemente macchie ad anello (ringspots) [4].
Strategie di Gestione Integrata (IPM)

Monitoraggio
Un monitoraggio attento e costante è il primo passo per un controllo efficace. Si raccomanda l’uso di trappole cromotropiche adesive di colore blu o giallo per catturare gli adulti e rilevare precocemente la loro presenza. È inoltre essenziale ispezionare regolarmente le piante, con particolare attenzione alla pagina inferiore delle foglie, per individuare i primi segni di infestazione e la presenza dei caratteristici puntini fecali neri.
Controllo Biologico: Efficacia Limitata
Il controllo biologico rappresenta una delle colonne portanti della difesa integrata. L’acaro predatore Neoseiulus cucumeris è comunemente impiegato contro il tripide occidentale dei fiori (Frankliniella occidentalis). Tuttavia, l’efficacia di N. cucumeris nel contenimento di T. setosus è risultata variabile e spesso inferiore rispetto ad altre specie di tripidi [3]. Questo suggerisce che l’introduzione di ausiliari deve essere integrata con altre pratiche e che la ricerca di antagonisti naturali più specifici per T. setosus è cruciale.
Prevenzione e Misure Agronomiche
Le misure preventive sono essenziali per ridurre il rischio di infestazione:
- Barriere fisiche: L’installazione di reti anti-insetto a maglia fine sulle aperture delle serre può impedire l’ingresso degli adulti.
- Sanificazione: Una corretta gestione della serra, inclusa l’eliminazione dei residui colturali e il controllo delle erbe infestanti (che possono essere piante ospiti), riduce i siti di rifugio e svernamento del tripide.
- Controllo delle piante ospiti: Monitorare e gestire le piante infestanti che possono fungere da serbatoio per il parassita.
Controllo Chimico Razionale
L’uso di prodotti fitosanitari deve essere considerato come l’ultima risorsa. È fondamentale scegliere principi attivi efficaci contro i tripidi, ma soprattutto alternare le famiglie chimiche per prevenire l’insorgenza di resistenze. L’intervento chimico deve essere mirato e, se possibile, compatibile con gli organismi ausiliari presenti in serra per non compromettere l’efficacia del controllo biologico.
Conclusione
Il Thrips setosus rappresenta una sfida emergente per i produttori di colture protette, non solo per la sua capacità di causare danni diretti e di trasmettere il TSWV, ma anche per la sua vasta gamma di piante ospiti e la limitata efficacia dei metodi di controllo biologico standard. La chiave per proteggere le colture e garantire la sostenibilità economica delle produzioni risiede in una strategia di difesa proattiva basata sui principi della gestione integrata, che combina un attento monitoraggio, pratiche agronomiche preventive e un uso razionale e mirato della chimica, in attesa di antagonisti naturali più specifici.
Riferimenti
[1] Koppert Biological Systems. (n.d.). Japanese flower thrips. https://www.koppert.com/plant-pests/thrips/japanese-flower-thrips/ [2] ResearchGate. (2025). Thrips setosus (Japanese flower thrips). [3] Bennison, J., & Bartel, E. (2021). ‘New’ thrips problems in protected ornamentals and herbs. ADAS Horticulture. https://projectblue.blob.core.windows.net/media/Default/Research%20Papers/Horticulture/Thrips%20setosus%20review%20full%20review%20April%202021.pdf [4] PlantwisePlus Knowledge Bank. (2023). Thrips setosus (Japanese flower thrips). [5] CABI. (2023). Thrips setosus (Japanese flower thrips). In: CABI Compendium.




